Il 2020 di Premoneo

Da quando occupo questo ruolo, ho sempre concluso l’anno mettendo l’accento sui numeri. Per chi fa impresa e a maggior ragione per chi si occupa di data science come noi, i numeri sono sempre il faro che illumina il percorso. E negli ultimi anni è stato appagante concludere il bilancio aumentando sensibilmente i risultati operativi dell’anno precedente. Il 2020 avrebbe dovuto essere particolarmente positivo in questo senso. Al 9 di marzo, giorno in cui tutto è cambiato, avevamo fatturato poco meno di quanto realizzato nel semestre precedente: un ruolino di marcia confortante. Ci sentivamo in sella ad una macchina che finalmente aveva trovato il giusto assetto per puntare al titolo. E invece in pochi giorni ci siamo ritrovati ai box, con poca benzina e anche un pizzico di voglia di parcheggiare per sempre, arrendendosi ad una stagione così sfigata da mettere in difficoltà, in una volta sola, piloti, ingegneri e scuderia intera.

E invece, continuando ogni mattina ad aprire la serranda del garage, abbiamo trovato i correttivi per rimettere la macchina in pista con una nuova livrea e, giro dopo giro, nel silenzio assordante di un autodromo vuoto, abbiamo dimostrato, innanzitutto a noi stessi, di essere ancora competitivi.

Certo i nostri numeri non sono quelli auspicati ma, intatti gli obiettivi, abbiamo osservato nel mondo intorno a noi, qualche numero in cui credere, e qualche segnale su cui puntare, per continuare a girare nel 2021, e tornare a correre per davvero nel 2022.

In un anno caratterizzato da incertezza e complessità, l’innovazione digitale ha giocato un ruolo fondamentale per garantire continuità a tutte le organizzazioni. Ed è proprio in quell’ambito che si colloca l’offerta di Premoneo. Dunque, com’è cambiato l’approccio delle imprese all’innovazione? Una ricerca del Politecnico di Milano ci racconta che le difficoltà economiche causate dall’emergenza Covid-19 hanno portato a ridefinire i budget aziendali.  Secondo l’ateneo milanese, le società hanno compreso come non sia possibile prescindere dalla spinta verso l’Innovazione Digitale. In quali aree di sviluppo investiranno le imprese?  Per le Grandi e Grandissime imprese al primo posto si classifica l’investimento in Information Security, con il 45% delle preferenze. Ma è già al secondo posto che viene indicata l’area degli investimenti in Big Data e Analytics con il 43% delle scelte ed è sempre nelle prime dieci preferenze che troviamo: eCommerce, CRM e Data Center.

Dunque, Premoneo sarà in prima fila per rispondere alla necessità delle aziende italiane, con un’altra rassicurazione, in arrivo sempre dal Politecnico, che ci spiega come le startup siano sempre più considerate delle fonti di stimolo per l’Innovazione Digitale da parte delle Grandi e Grandissime imprese. Se le fonti utilizzate negli ultimi tre anni sono ancora quelle “tradizionali”, come il Top Management, le Funzioni aziendali interne, le Società di Consulenza, i Vendor e Sourcer ICT, che occupano i primi posti nelle scelte; tuttavia, se si fa riferimento ai prossimi tre anni, alcuni attori al vertice perdono molti punti percentuali e vengono affiancati da nuovi interlocutori. Tra questi, le Startup che arrivano a occupare la quarta posizione tra gli attori fonti di spunti di innovazione nelle previsioni dei manager (passando dal 13% al 28% delle preferenze e superando nelle previsioni le Società di Consulenza, i Vendor e Sourcer ICT). D’altronde, proprio le startup sono state un esempio, in pieno lockdown di come sia possibile reagire a una crisi improvvisa, mettendo in campo competenze, conoscenze, brevetti, prodotti e soluzioni. Da questo colpo di reni vogliamo ripartire, sperando di poter tornare anche noi a parlare di numeri veri, tra 12 mesi.

 

Federico

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